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 PREMESSA

 

Libera è una associazione apartitica e in quanto tale non appoggia nessuna ideologia precostituita. E’, però, un’associazione cha fa politica. La politica di Libera è la proposta, base per lo stimolo di azioni tradotte dalle istituzioni in prassi. LM12 è la nostra proposta. Una piattaforma di 12 spunti che il Presidio di Libera Mottola “A. Montinaro” vuole proporre ai candidati sindaci impegnati nelle consultazioni elettorali del 6-7 maggio prossimo.

 

PIATTAFORMA

 

1. Chiediamo che non siano candidate persone rinviate a giudizio o condannate, anche solo in primo grado, per reati di mafia o contro la pubblica amministrazione; chiediamo che non siano candidate anche persone rinviate a giudizio o condannate in primo grado per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio. Chiediamo, inoltre, che lo stesso criterio sia esteso a tutte le nomine di competenza del Sindaco e sia applicato anche qualora il reato o la pena siano stati dichiarati estinti per prescrizione, amnistia o indulto. Chiediamo che le cariche di Sindaco e di Assessore non siano cumulabili con altri incarichi elettivi o di nomina della Pubblica Amministrazione. Chiediamo agli eletti e agli amministratori pubblici di aderire al “Codice Europeo di Comportamento per gli Eletti Locali e Regionali” elaborato dal “Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa”. Chiediamo, infine, che ai principi del Codice Europeo aderiscano anche tutte le nomine di competenza del Sindaco.

 

2. Chiediamo che sia rispettato l’art.20 dello Statuto del Comune di Mottola che prevede l’”Anagrafe pubblica degli eletti”, degli amministratori pubblici e dei soggetti nominati e/o designati dal comune in seno ad enti, organismi, istituzioni,  associazioni e aziende.

 

3. Chiediamo che sia rispettato l’art. 21.2 dello Statuto del Comune di Mottola che, come da modifica approvata dal Consiglio comunale in data 6 marzo 2012 su proposta della Commissione Pari Opportunità, prevede che sia rispettato l’equilibrio di genere nella designazione degli assessori in Giunta.

 

4. Chiediamo che siano migliorate tutte quelle misure intese ad accrescere la possibilità per i cittadini di accedere alle informazioni. Le risorse informatiche devono diventare strumenti per la partecipazione democratica. Chiediamo che sul sito internet del Comune di Mottola siano disponibili:

a. Versione integrale del bilancio secondo le scadenze annuali programmate (preventivo, consuntivo, assestamenti ed equilibri), del bilancio pluriennale, della relazione previsionale e programmatica, del piano degli investimenti, del piano esecutivo di gestione e del documento di programmazione finanziaria, comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l’elenco dettagliato delle ditte fornitrici e delle consulenze.

b. Elenco degli incarichi affidati dal Comune e dalle società partecipate.

c. Elenco dei lavori pubblici in corso d’opera con l’indicazione del R.U.P., del direttore dei lavori, della ditta appaltatrice e delle eventuali variazioni in corso d’opera.

 

5. Chiediamo che non si utilizzi il criterio del massimo ribasso nelle procedure di acquisizione di opere, forniture o servizi da parte del Comune.  Ciò vale a maggior ragione nel caso di affidamento all’esterno di servizi educativi, sociali e culturali, dove la tutela della qualità delle prestazioni deve prevalere nel giudizio dell’aggiudicazione. Il Comune deve rimanere garante della qualità dei servizi anche in caso di gestione integrata. Il volontariato deve costituire un importante supporto del sistema dei servizi, non una sostituzione di personale.


6. Chiediamo che l’Amministrazione Comunale consideri la sicurezza di studenti e personale una priorità e pertanto predisponga un piano che verifichi che ogni edificio scolastico di sua proprietà sia in possesso dei certificati di collaudo statico, di agibilità sanitaria, di prevenzione incendi e delle dichiarazioni di conformità degli impianti tecnici e che, in base alle risultanze, predisponga e finanzi un crono-programma di interventi per mettere in sicurezza gli stabili che ne fossero parzialmente o totalmente privi.


7. Chiediamo la difesa del welfare locale. I servizi sociali, educativi, culturali sono una risorsa per l’economia, non un costo; producono “cose” preziose, che richiedono qualità e non solo quantità. La legittimazione, la garanzia e la difesa di questi beni sociali passano anche attraverso le scelte politiche di tagliare consulenze e clientelismo, valorizzando le risorse che già esistono all’interno dell’organizzazione comunale e, non ultimo, di ridurre i costi della politica.


8. Chiediamo che la prossima Amministrazione comunale aderisca ad “Avviso pubblico” (www.avvisopubblico.it, di cui si allega la Carta di Intenti – allegato n.2), l’associazione nata con l’intento di collegare ed organizzare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati.


9. Chiediamo che sia incentivato l’utilizzo di forme di energie rinnovabili (es. pannelli solari, impianti fotovoltaici…), partendo innanzitutto dai progetti di nuove opere pubbliche e dagli edifici pubblici. Chiediamo un incremento della superficie urbana destinata al verde pubblico; chiediamo che vengano presi provvedimenti contro il randagismo che però tengano conto della tutela degli animali. Chiediamo, inoltre, una maggior tutela dell’ambiente, che sia intensificata la raccolta differenziata porta a porta e che si presti attenzione al rapporto tra zone rurali e produzioni di rifiuti.


10. Chiediamo che il servizio di erogazione dell’acqua – bene comune di tutta l’umanità, irrinunciabile e non mercificabile – rimanga pubblico. Chiediamo che nello statuto del Comune si definisca l’acqua come bene privo di rilevanza economica, così come richiesto in precedenza dal comitato locale “a salvaguardia dell'acqua”.


11. Chiediamo di investire in un turismo sostenibile che punti sulle risorse ambientali, architettoniche, storico-culturali e produttive specialmente della aree rurali. Per far ciò è necessaria anche una riqualificazione dei villaggi rupestri, delle gravine e dei boschi presenti sul territorio e una corposa promozione dell’offerta turistica.


12. Chiediamo che l’amministrazione comunale si impegni nel sostegno finanziario e logistico di esperienze culturali, artistiche, sportive, di partecipazione democratica, come progetti per i giovani, punti di incontro, scambi internazionali, accessibili anche ai giovani meno abbienti e socialmente a rischio; considerando che la crescita di giovani responsabili è un elemento fondamentale di contrasto alla mentalità mafiosa, è infatti di assoluta importanza offrire loro opportunità per sviluppare strumenti conoscitivi della realtà che li circonda. Chiediamo, infine, l’istituzione di una consulta delle associazioni riconosciute, al fine di favorire la collaborazione tra le stesse e l’apparato comunale.

 

 

 

ALLEGATO 1

Codice Europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali

Preambolo

Il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa,

Sottolineando che gli eletti locali e regionali esercitano le loro funzioni nel quadro della  legge e conformemente al mandato che è stato loro affidato dagli elettori, e che sono  responsabili nei confronti della popolazione locale o regionale nel suo complesso, ivi  compreso nei confronti degli elettori che non hanno votato per essi; 

Considerando che il rispetto dei termini del mandato degli elettori va di pari passo con il rispetto delle norme etiche;

Profondamente allarmato dal moltiplicarsi degli scandali giudiziari in cui sono implicati responsabili politici a motivo di atti commessi nell'esercizio delle loro mansioni e constatando che il livello locale e regionale non sfugge a questo fenomeno; 

Convinto che la promozione dei Codici di condotta destinati agli eletti locali e regionali permetterà di accrescere la fiducia fra la classe politica locale e regionale e i cittadini; 

Persuaso che questo legame di fiducia sia indispensabile affinché un eletto possa portare a buon fine la propria missione; 

Constatando che i dispositivi legislativi sono sempre più completati da Codici di comportamento in vari settori quali le relazioni commerciali, le relazioni bancarie, l'amministrazione; 

Stimando che spetti agli eletti locali e regionali assumere un comportamento analogo nelle loro sfere di competenza; 

Persuaso che la definizione degli obblighi etici che gravano sugli eletti locali e regionali in un Codice di condotta permetterà di chiarire il loro ruolo e la loro missione e di riaffermare l'importanza di quest'ultima; 

Convinto che tale Codice deve prevedere in maniera più estesa possibile l'insieme dell'azione dell'eletto; 

Sottolineando che la definizione di regole di comportamento implica il rispetto degli imperativi etici;

Ricordando parimenti che il ripristino di un clima di fiducia rende necessario il coinvolgimento della società civile intesa complessivamente e sottolineando al riguardo il ruolo dei cittadini stessi e dei mass media; 

Ribadendo infine che l'imposizione dei doveri non è concepibile senza la concessione di garanzie che permettano agli eletti locali e regionali di svolgere il loro mandato e ricordando al riguardo le disposizioni pertinenti contenute in tal senso nella Carta europea dell'Autonomia locale e nella bozza di Carta europea dell'Autonomia regionale; 

Prendendo in considerazione i testi in vigore all'interno degli Stati membri e i lavori internazionali pertinenti, propone il seguente Codice di condotta circa l'integrità degli eletti locali e regionali:

 

TITOLO I - CAMPO D'APPLICAZIONE

Articolo 1- Definizione dell'eletto 

Ai fini del presente Codice, il termine "eletto" designa qualsiasi responsabile politico che eserciti un  mandato locale o regionale conferitogli mediante elezione primaria (elezione da parte del corpo elettorale) o secondaria (elezione a funzioni esecutive da parte del consiglio locale o regionale).

 

Articolo 2 - Definizione delle funzioni 

Ai fini del presente Codice, il termine "funzioni" designa il mandato conferito tramite elezione primaria o secondaria e l'insieme delle funzioni esercitate dall'eletto in virtù di detto mandato primario o secondario.

 

Articolo 3 - Oggetto del Codice 

L'oggetto di questo codice consiste nello specificare norme di comportamento che gli eletti sono supposti osservare nello svolgimento delle loro funzioni e nell'informare i cittadini circa le norme di comportamento che possono a buon diritto aspettarsi dagli eletti.

 

TITOLO II - PRINCIPI GENERALI

Articolo 4 - Primato della legge e dell'interesse generale  

Gli eletti seggono in virtù della legge e debbono in qualunque momento agire conformemente ad essa. 

Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto persegue l'interesse generale e non esclusivamente il proprio interesse personale diretto o indiretto, o l'interesse particolare di persone o di gruppi di persone allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto. 

Articolo 5 - Obiettivi dell'esercizio del mandato 

L'eletto garantisce un esercizio diligente, trasparente e motivato delle proprie funzioni. 

Articolo 6 - Esercizio del mandato 

Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto rispetta le competenze e le prerogative di qualsiasi altro mandatario politico o dipendente pubblico.

Si astiene dall'incitare o dal concorrere e si oppone alla violazione dei principi enumerati nel presente titolo, da parte di qualsiasi altro incaricato politico o dipendente pubblico nell'esercizio delle sue funzioni.

 

TITOLO III - OBBLIGHI SPECIFICI

Capitolo 1 - Accesso alla funzione

Articolo 7 - Regole in materia di campagna elettorale 

La campagna elettorale del candidato è volta a diffondere e a spiegare il programma politico del candidato stesso.

Egli si astiene dall'ottenere qualsiasi suffragio con mezzi che non siano la persuasione o il convincimento.  In particolare, si astiene dal cercare di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la violenza e/o con le minacce, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione, nonché con la concessione di vantaggi o di promesse di vantaggi. 

 

Capitolo 2 - Esercizio della funzione

Articolo 8 - Clientelismo 

L'eletto si astiene dall'esercitare le proprie funzioni o di utilizzare le prerogative legate alla sua carica nell'interesse particolare di individui o di gruppi di individui allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto. 

Articolo 9 - Esercizio di competenze a proprio vantaggio  

L'eletto si astiene dall'esercitare le proprie funzioni o di utilizzare le prerogative connesse con la sua carica in vista del proprio interesse particolare personale diretto o indiretto. 

Articolo 10 - Conflitto d'interesse 

Quando vi siano degli interessi personali diretti o indiretti nelle pratiche che sono oggetto di un esame da parte del consiglio o di un organo esecutivo (locale o regionale), l'eletto s'impegna a dichiarare questi interessi prima della deliberazione e della votazione.

L'eletto si astiene dal prender parte a qualsiasi delibera o votazione che abbia come oggetto un interesse personale diretto o indiretto. 

Articolo 11 - Cumulo 

L'eletto si sottopone a qualsiasi regolamentazione in vigore volta a limitare il cumulo dei mandati politici.

L'eletto si astiene dall'esercitare altri incarichi politici che gli impediscano di esercitare il proprio  mandato di eletto locale o regionale.

L'eletto si astiene dall'esercitare delle cariche, professioni, mandati o incarichi che suppongono un controllo sulle sue funzioni di eletto o che, secondo le sue funzioni di eletto, avrebbe il compito di controllare. 

Articolo 12 - Esercizio delle competenze discrezionali 

Nell'esercizio delle sue competenze discrezionali, l'eletto si astiene dal concedersi un vantaggio personale diretto o indiretto, o dal concedere un vantaggio a una persona o a un gruppo di persone, allo scopo di ottenere un vantaggio personale diretto o indiretto. Integra alla sua decisione una motivazione circostanziata che riprenda l'insieme degli elementi che hanno determinato la sua decisione, e in particolare le disposizioni della regolamentazione applicabile, come anche gli elementi che dimostrano la conformità della sua decisione a questa regolamentazione.  In assenza di regolamentazione, la sua motivazione comprende gli elementi che dimostrano il carattere proporzionato, equo e conforme all'interesse generale della sua decisione.

Articolo 13 - Divieto di corruzione 

Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto si astiene da qualsiasi tipo di comportamento di corruzione attiva o passiva quale definito nella regolamentazione penale nazionale o internazionale vigente.

Articolo 14 - Rispetto della disciplina di bilancio e finanziaria 

L'eletto s'impegna a rispettare la disciplina di bilancio e finanziaria, garanzia della buona gestione del pubblico denaro, così com'è definita dalla legislazione nazionale pertinente in vigore.  Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto si astiene da ogni atto destinato a deviare dal loro scopo i fondi e/o le sovvenzioni pubbliche. Si astiene da qualsiasi azione il cui obiettivo consista nell'utilizzare a scopi personali diretti o indiretti fondi e/o sovvenzioni pubbliche. 

 

Capitolo 3 - Cessazione di funzioni

Articolo 15- Divieto di assicurarsi preventivamente alcuni incarichi

Nell'esercizio delle proprie funzioni, l'eletto si astiene dal prendere provvedimenti che gli assicurino un vantaggio personale professionale futuro, dopo cessazione delle sue funzioni; 

- in seno a entità pubbliche o private che si trovavano sotto il suo controllo durante l'esercizio delle sue funzioni; 

- in seno a entità pubbliche o private con le quali ha allacciato rapporti contrattuali durante l'esercizio delle sue funzioni; 

- in seno a entità pubbliche o private che sono state create durante l'esercizio delle sue funzioni e in virtù di esse. 

 

TITOLO IV - MEZZI DI CONTROLLO

Capitolo 1- Accesso alla carica

Articolo 16 - Limitazione e dichiarazione delle spese elettorali 

Nell'ambito della sua campagna elettorale, il candidato limita l'ammontare delle sue spese elettorali in maniera proporzionata e ragionevole.

Attua tutti i provvedimenti imposti dalla regolamentazione in vigore volti a render pubblica l'origine e l'importo degli introiti utilizzati durante la campagna elettorale, nonché la natura e l'importo delle sue spese.

In mancanza di regolamentazione vigente, comunica questi dati su semplice richiesta.

 

Capitolo 2 - Esercizio della funzione

Articolo 17 - Dichiarazione d'interessi 

L'eletto attua diligentemente ogni provvedimento imposto dalla regolamentazione in vigore volto a render pubblico o a controllare i suoi interessi personali diretti o indiretti, i mandati, le funzioni e professioni che esercita o l'evoluzione della sua situazione patrimoniale.

In mancanza di regolamentazione vigente, comunica questi dati su semplice richiesta.

Articolo 18 - Rispetto dei controlli interni ed esterni.

Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto si astiene dall'ostacolare l'esercizio di un controllo motivato e trasparente dell'esercizio delle sue funzioni da parte delle autorità di controllo interno o esterno competenti.

Attua diligentemente le decisioni esecutorie o definitive di queste autorità.

La motivazione delle decisioni o degli atti che sono sottoposti a queste autorità di controllo si accompagna alla menzione espressa dell'esistenza di questi controlli e della precisa identificazione delle autorità competenti.

TITOLO V - RAPPORTI CON I CITTADINI

Articolo 19 - Pubblicità e motivazione delle decisioni

L'eletto è responsabile per la durata del suo mandato nei confronti della popolazione locale nel suo complesso.

L'eletto abbina ogni decisione di fare o di non fare ad una motivazione circostanziata che riprenda l'insieme degli elementi su cui si basa e in particolare le disposizioni della regolamentazione applicabile, come anche gli elementi che dimostrano la conformità della sua decisione a questa regolamentazione.

In caso di confidenzialità, la deve motivare, sviluppando gli elementi che impongono detta confidenzialità.

Risponde diligentemente a qualsiasi richiesta procedente dai cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile. Incoraggia e sviluppa ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, dell'esercizio delle sue competenze e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità. 

 

TITOLO VI - RAPPORTI CON L'AMMINISTRAZIONE

Articolo 20 - Assunzione del personale 

L'eletto s'impegna ad impedire ogni reclutamento di personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e/o a scopi diversi dai bisogni del servizio.

In caso di reclutamento o di promozione del personale, l'eletto prende una decisione obiettiva, motivata e diligente. 

Articolo 21 - Rispetto della missione dell'amministrazione 

Nel contesto dell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto rispetta la missione affidata all'amministrazione di cui è responsabile, senza pregiudizio dell'esercizio legittimo del suo potere gerarchico.

Si astiene dal chiedere o dall'esigere da parte di un pubblico dipendente l'esecuzione di qualsiasi atto o qualsiasi astensione da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che permetta un vantaggio a persone o a gruppi di persone allo scopo di ottenere un vantaggio personale diretto o indiretto. 

Articolo 22 - Valorizzazione della missione dell'amministrazione 

Nell'ambito dell'esercizio delle sue mansioni, l'eletto fa in modo di valorizzare il ruolo e gli incarichi della sua amministrazione.

Incoraggia e sviluppa ogni provvedimento volto a favorire un miglioramento dei servizi di cui è responsabile, nonché la motivazione del loro personale. 

 

TITOLO VII - RAPPORTI CON I MASS MEDIA

Articolo 23 

L'eletto risponde in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi richiesta d'informazione da parte dai mass media per quanto riguarda l'esercizio delle sue funzioni, ad esclusione di  informazioni confidenziali o di informazioni circa la vita privata dell'eletto o di un terzo. Incoraggia e sviluppa ogni misura che vada a favore della diffusione presso i mass media di informazioni sulle sue competenze, sull'esercizio delle sue funzioni e sul funzionamento dei servizi che si trovano sotto la sua responsabilità.

 

TITOLO VIII - INFORMAZIONE, DIFFUSIONE E SENSIBILIZZAZIONE

Articolo 24 - Diffusione del Codice presso gli eletti 

L'eletto s'impegna ad aver letto e capito l'insieme delle disposizioni del presente Codice come pure le regolamentazioni cui fa riferimento e dichiara di avere la volontà di lasciarsi guidare dalle disposizioni del Codice. 

Articolo 25 - Diffusione del Codice presso i cittadini, i dipendenti e i mass media 

Incoraggia e sviluppa qualsiasi provvedimento volto a favorire la diffusione del presente Codice e la sensibilizzazione ai principi in esso elencati, presso i dipendenti di cui si assume la responsabilità, presso i cittadini ed i mass media. 

 

ALLEGATO 2

AVVISO PUBBLICO – Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie

www.avvisopubblico.it

 

Premessa alla carta di intenti

In vaste zone del paese, un vero e proprio “contropotere” criminale si oppone alla legalità democratica. Esso si fonda sull'accumulo di ricchezze illegali, esercita il dominio dei più forti sui più deboli attraverso l'uso della violenza, nega i più elementari diritti di cittadinanza, tenta di piegare ai suoi scopi le istituzioni democratiche, inquina la società e l'economia.

Per sua mano sono caduti poliziotti e carabinieri, magistrati, uomini politici, commercianti, imprenditori, semplici cittadini e persino bambini e bambine.

L'influenza delle organizzazioni criminali non è più limitata alle tradizionali zone d'insediamento; le enormi fortune acquisite con il traffico della droga vengono reinvestite nei circuiti finanziari e penetrano nell'economia legale, nuove attività criminali danno vita ad un vorticoso giro d'affari, si stringono patti perversi con ogni forma di potere occulto e con il sistema della corruzione.

Le mafie non sono dunque solo un problema di ordine pubblico, né costituiscono un pericolo solo per le regioni meridionali. Esse rappresentano la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e alla credibilità delle istituzioni democratiche, al corretto funzionamento dell'economia. Esse impediscono lo sviluppo della democrazia e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini.

Il diritto al lavoro, all'istruzione, alla sicurezza, alla giustizia non potranno essere goduti da nessuno se non si sconfigge l'illegalità organizzata. In questa battaglia, in prima fila, vi sono i corpi dello stato, impegnati nell'azione di repressione. Ma al loro fianco, in questi anni, si è mobilitata gran parte della società civile, giovani, uomini e donne, associazioni del volontariato laico e cattolico. Un vasto variegato mondo dell'impegno civile che chiama le istituzioni, di ogni ordine e grado, a svolgere un ruolo di stimolo, di coordinamento e di sostegno all'azione di contrasto alla criminalità.

Ognuno, pertanto, deve assumersi le proprie le proprie responsabilità.

Ogni istituzione deve fare la propria parte. E tanto più devono farla le istituzioni più vicine ai cittadini (Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane), oggi fortemente legittimate dal voto popolare diretto. In esse, una nuova classe dirigente sta seriamente lavorando, pur tra mille ritardi e difficoltà. Una leva di amministratori e amministratrici che, al di là dell'appartenenza politico – ideologica, colloca il bene comune al di sopra delle proprie posizioni, si cimenta con l'etica della responsabilità, ricerca un dialogo con i cittadini e ne sollecita la partecipazione. A tale classe dirigente spetta oggi il compito di “organizzare la legalità”, offrendo ai cittadini le occasioni e gli strumenti per sottrarsi all'invasione del contropotere criminale.

Nasce da quest'insieme di ragioni l'idea di dar vita ad un'associazione di enti locali e Regioni per l'educazione alla legalità, il contrasto alle organizzazioni criminali e l'impegno diretto delle istituzioni territoriali nell'affermazione di regole civili e democratiche e di percorsi di sviluppo che superino le attuali marginalità in cui vivono troppi segmenti della società.

C'è un vasto campo di iniziativa che può essere occupato, senza sovrapporsi all'azione delle istituzioni preposte all'ordine pubblico né ostacolando la preziosa iniziativa autonoma del mondo del volontariato e dell'associazionismo ma, anzi, fornendo alle une e all'altro un sostegno attivo: un terreno di lavoro che trova la sua forza nella solidarietà e nella cooperazione istituzionale.

Se il contropotere criminale è negazione dei diritti, è prevaricazione del forte sul debole, l'educazione alla legalità può essere un modo concreto ed efficace per combatterlo. Diffondere la coscienza della legalità, informare i cittadini sulla forza reale della criminalità organizzata, formare i giovani alla cultura dei diritti e della tolleranza, del rifiuto della violenza e del rispetto per il valore della persona, perseguire uno sviluppo economico equilibrato: sono questi gli scopi per i quali ci associamo.

L'associazione, quindi, vuole essere una rete che consente di mettere insieme idee, progetti, servizi, di far circolare informazioni, di mettere in relazione tante esperienze. Perciò la sua struttura sarà leggera, fattiva, policentrica e articolata sul territorio nazionale.

Non sottovalutiamo, poi, l'impatto simbolico e il significato generale del riunire Comuni, Province, Regioni e Comunità Montane, realtà grandi e piccole, luoghi del sud, del centro e del nord, attorno all'obiettivo della legalità.

Ma l'uno e l'altro acquisiscono maggior forza attraverso la creazione di percorsi politici, amministrativi, educativi ed il compimento degli atti concreti che ne discendono.

Carta di intenti

I punti forti dell'azione concreta che l'associazione si prefigge sono:

1. Aggregare tutti gli enti territoriali che abbiano già manifestato il loro interesse verso l'educazione alla legalità attraverso il finanziamento di progetti per   attività di formazione nelle scuole o di sostegno alle politiche
Per aderire sarà sufficiente:

- la destinazione di una quota del bilancio per le iniziative che l'ente stesso intenderà promuovere e, ove possibile, la creazione di un apposito capitolo del bilancio stesso;

- un atto di adesione formale (delibera) che, per ogni ente, dovrà indicare un referente “politico” e uno “amministrativo” per tutte le future iniziative;

- il versamento di una quota associativa proporzionata al numero degli abitanti.

2. promuovere:

- percorsi di formazione scolastica (tutti gli enti si devono impegnare, in base alle loro competenze, per l'attivazione di percorsi di educazione alla legalità, alla  democrazia e alla solidarietà nelle scuole del proprio territorio;

- percorsi di formazione sul territorio (azioni rivolte ai cittadini utili a far comprendere, ad informare);

- coordinamento tra amministrazioni e scuole per concrete iniziative contro la dispersione scolastica;

- percorsi di formazione per gli amministratori e i dipendenti pubblici; 
(per questi percorsi, in particolare, attivare una solida collaborazione con "LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" e le associazioni ad essa aderenti, valorizzando il patto di aiuto e sostegno reciproco tra enti territoriali e mondo dell'associazionismo, in un rapporto dialettico e costruttivo).

3. Promuovere iniziative di solidarietà tra enti (cooperazione sia in manifestazioni di solidarietà attiva sia in progetti concreti ).

4. Studiare delle procedure semplici che consentano agli enti di agire in perfetta trasparenza (ad esempio procedure in materie di appalti, gestione delle discariche, smaltimento dei rifiuti urbani).

5. Impegnarsi per lo sviluppo efficace di politiche giovanili concrete.

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.