antoniogrecoLo scorso 12 settembre il gruppo consiliare de La Puglia prima di tutto ha protocollato una interrogazione a seguito di segnalazioni giunte da alcuni cittadini circa lo stato di degrado di via Poerio lungo la quale hanno alloggio e residenza diverse decine di cittadini stranieri. Si tratterebbe di problemi di igiene e sicurezza. L’interrogazione è corredata da una lettera a firma di 20 cittadini mottolesi residenti in via Poerio che lamentavano all’Amministrazione un intervento datato 23 agosto 2013, giorno nel quale sembrerebbe che la strada sia stata cosparsa di calce viva, sostanza irritante e corrosiva, senza preavviso. L’amministrazione era a conoscenza dello stato di degrado di via Poerio? Ci conferma che l’Amministrazione abbia autorizzato questa azione di disinfezione?
Ho raccolto l’esposto dei cittadini di via Poerio, prima ancora che la Puglia Prima di tutto facesse l’interrogazione comunale e ho verificato l’attendibilità di quelle circostanze. Non c’è, così come ho risposto in Consiglio lo scorso 18 Settembre, una situazione di degrado, ma sicuramente una condizione di vivibilità e buon vicinato. E’ vero che in quella via c’erano delle difficoltà relative allo stato di degrado familiare, perché in via Poerio c’è un concentrato di popolazione straniera superiore rispetto ad altri quartieri, che però non ha mai fatto pensare a grandi allarmismi. Comunque ho esaminato la lettera che hanno inviato i cittadini, i quali allarmati hanno chiesto un intervento dell’Amministrazione. Mi sono così premurato di contattare alcuni di essi, chiedendo loro informazioni e dopodiché ho sentito l’esigenza di confrontarmi direttamente con i cittadini stranieri. Perché la gente è infastidita dalla loro presenza soprattutto nelle ore notturne? Perché i bambini sono lasciati per strada senza controllo dei genitori? La famiglia più numerosa è in incarico ai servizi sociali, costituita da nove unità che vivono concentrate in una stanza di appena 30 metri quadri, il che lascia pensare già alle condizioni in cui gli stranieri versano nella nostra comunità. Si tratta di case che in così pochi metri prevedono zona notte, bagni, cucina, non offrendo alcuno spazio di intimità e protezione. Come mai si è arrivato a questo? La famiglia in incarico dei servizi sociali, in particolare, si è dichiarata non responsabile del degrado e ha indicato alcune persone di nazionalità rumena quali autori delle diverse manifestazioni di degrado. Ho fatto monitorare la zona per verificare se questi episodi fossero ricorrenti. Successivamente ho chiesto un incontro al comandante dei vigili urbani, al comandante dei carabinieri, all’assessore alla legalità e, naturalmente, a sindaco e vice sindaco. Le forze dell’ordine, in particolare, hanno manifestato piena disponibilità al monitoraggio della zona e ho chiesto in particolare al comandante dei vigili urbani di fare un censimento degli stranieri a Mottola. Come quest’ultimo ha dichiarato in Consiglio Comunale, di cui gli atti son tutti depositati, la verifica, che al momento ha interessato le zone centrali del paese ma che presto interesserà anche le zone esterne, ha evidenziato solo 3 irregolarità, e per le quali si procederà alle successive sanzioni amministrative. Molto probabilmente si trattava di irregolarità contrattuali.
Per quanto riguarda la vicenda della calce viva, come ho risposto in Consiglio Comunale, la società Avvenire esclude di aver mai utilizzato prodotti diversi da quelli comunicati con la programmazione dei servizi di disinfestazione ma di eseguire da protocollo sempre e ovunque gli interventi con l’ausilio di specifica attrezzatura e con prodotti autorizzati e diluiti nella giusta concentrazione.

Quanti stranieri risiedono a Mottola e da quali Paesi provengono? Il Comune di Mottola prevede una politica di integrazione da seguire?
Il numero di stranieri ammonta a circa 300 unità, dato aggiornato al 24 Dicembre 2013. Nella risposta all’interrogazione della Puglia Prima di Tutto ho posto in rilievo anche la presenza dei minori nella zona. In merito a ciò l’Amministrazione si muove verso politiche di integrazione, da sempre carenti nella nostra città. A partire dai primi di novembre l’Amministrazione ha avviato un piano di intervento in favore di minori articolato in tre programmi: attività scolastiche, attività ludico-creative ed attività sportive. I primi due interventi si svolgono presso The Factory, la terza è messa a disposizione da alcune associazioni sportive che ne hanno fatto richiesta. La prima cosa che ho fatto è stata quella di interpellare i servizi sociali per avviare una politica di integrazione che prevedesse intanto una ricognizione del territorio a seguito del quale abbiamo strutturato il progetto, contattando The Factory affinché fornisse due stanze per le attività scolastiche e ludico-creative. I bambini che frequentano queste attività, infatti, non devono soltanto fare i compiti ma anche divertirsi, integrarsi. Attualmente vi sono dodici bambini, sia stranieri che italiani. Attraverso il bando del servizio civico abbiamo coinvolto un’équipe di quattro persone, due per le attività scolastiche, due per attività musicali ed artistiche. Inoltre ho chiesto al Maestro Michele Libraro di dedicare un po’ del suo tempo per insegnare ai bambini a suonare uno strumento musicale. Per quanto riguarda le attività sportive ho incontrato le associazioni interessate per avviare una collaborazione. In ultimo ho contattato il dirigente della Regione Puglia che detiene ad interim l’incarico sull’Immigrazione per chiedergli se il Piano Triennale dell’Immigrazione 2013-2015 mettesse a disposizione fondi per gli Enti locali, ma lo stesso mi ha detto che i fondi sono riservati alle associazioni, per cui ci impegneremo a spronare le associazioni ad intercettare questi fondi attraverso progetti di integrazione, su cui ci impegniamo a vigilare per la completa attuazione.

Libera, insieme al Gruppo Abele, promuove la campagna ‘Miseria ladra’, proponendo tra le altre cose la ricostituzione di un fondo sociale, una moratoria sui crediti di Equitalia e del sistema bancario, l’immediato pagamento delle pubbliche amministrazione nei confronti di chi fornisce servizi, beni e prestazioni, integrazione dei migranti, tagli alle spese militari, sospensione degli sfratti esecutivi, destinazione degli immobili pubblici sfitti e confiscati ai più bisognosi, reddito minimo di cittadinanza. Esiste a Mottola un’emergenza povertà e disoccupazione?
Gli indicatori sono in continua crescita. C’è un livello di povertà diffusa a vari livelli. Io inizierei a parlare non più di vecchia povertà, bensì di nuova povertà di cui fanno parte famiglie monoreddito che stentano ad arrivare a fine mese, famiglie con disabili a carico che non riescono più a fronteggiare le numerosissime spese. Son sempre di più le persone che chiedono aiuto per pagare le bollette o il mutuo della casa. In questi termini il Comune di Mottola, inserito nell’ambito sociale di zona con Massafra, Palagiano e Statte, il 14 dicembre ha partecipato al progetto per i PAC infanzia e PAC anziani. Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Puglia che mette a disposizione fondi per dei Piani di Azione e Coesione (PAC) per anziani e bambini. Per quanto riguarda i PAC infanzia sussiste la possibilità di mettere a disposizione dei voucher per asili nido. Tuttavia ho commissionato un censimento per verificare la presenza di asili nido pubblici accreditati alla Regione Puglia, gli unici verso cui la Regione può erogare questo voucher, ma purtroppo non ve ne sono sul nostro territorio. Di questo tuttavia devo eseguire degli aggiornamenti, in quanto la procedura è ancora sotto analisi, cercando di individuare delle vie alternative.

Se escludiamo alcune esperienze associative riuscite, a Mottola mancano efficaci punti di aggregazione per i giovani e quindi qualsiasi esperienza culturalmente e socialmente rilevante che ne potrebbe derivare. Con LM12, Libera ha richiesto all’amministrazione il sostegno finanziario e logistico alla partecipazione democratica dei cittadini e in particolare dei giovani, oltre all’istituzione di una consulta delle associazioni. Quali sono i propositi dell’assessorato che rappresenta, cosa si è fatto in questo anno e mezzo di governo e cosa si farà in futuro?
Ci sono molte attività che vorrei portare avanti secondo quella che è la mia disponibilità e quella che è la realtà. Innanzitutto attraverso la Consulta delle associazioni vorrei capire cosa si può fare per il territorio e per i giovani. Massima collaborazione e concorso di idee sono al centro della mia attività in merito. Attualmente non esistono spazi urbani in cui potersi ritrovare e proporre attività giovanili. Lo scorso anno abbiamo riqualificato il Parco Monterrone per sperimentare attività che prevedano il coinvolgimento dei giovani, stimolandoli ad attuare politiche giovanili per l’interesse pubblico. E’ tutto legato comunque al contesto territoriale. In questo periodo, inoltre, mi sono molto occupato della questione anziani e disabili, partecipando ad un bando della Regione Puglia sullo sport per tutti, che fornisce un finanziamento di 20.000 € da parte della Regione, a cui parteciperemmo con altri 5.000 € per avviare il progetto. Ora aspettiamo un responso da parte della Regione e, qualora sarà positivo, il progetto ci vedrà coinvolti per almeno 7 mesi.

The Factory, una struttura recuperata per incentivare l’aggregazione giovanile e rimasta invece un contenitore vuoto. L’operazione, che prevedeva da progetto un laboratorio musicale con sale di registrazione, un laboratorio audiovisivo, una caffetteria-pub, una mediateca interculturale, uno sportello di servizi artigianali, l’Informagiovani, un centro di ascolto giovanile e animazione culturale, in realtà non ha prodotto nulla di questo. Un’opera incompiuta, se non fosse che è costata 270mila euro. Il gestore, in questo caso la cooperativa sociale Corda Fratres, si è rivelato inadempiente mettendo l’amministrazione anche nella condizione di poter recedere dal contratto. E invece la vicenda si è arenata. Sappiamo che Lei, come rappresentante dell’associazione Crescere Insieme, si era prodigato in prima persona alla realizzazione del laboratorio urbano. Adesso che ricopre il ruolo di assessore competente, cosa ci può dire sulla storia e sul futuro del Factory?
Non appena insediatomi ho avuto un colloquio con l’assessore (regionale ndr) Minervini al quale ho sottoposto il problema The Factory. Quello che ho constatato è che sicuramente l’associazione che gestisce il laboratorio ha dato un indirizzo diverso da quello per cui è nato, in quanto non ha stimolato attività rispondenti al progetto originario. I locali messi a disposizione inoltre non sono quelli previsti, in quanto non si può ancora disporre dell’intero plesso, il che limita considerevolmente la possibilità di organizzarvi attività. Alcuni locali, infatti, non sono ancora utilizzabili, ovvero quelli relativi all’alloggio del comandante dei Carabinieri, del quale il Comando provinciale detiene ancora le chiavi. Non mi sento dunque di dare l’intera responsabilità alla gestione, a fronte di questa situazione. Le risorse per l’avvio dei progetti dunque non sono ancora state utilizzate visto che non ci sono ancora abbastanza locali. L’assessore Minervini comunque ha offerto il suo aiuto per bandi futuri, come Bollenti Spiriti, programmati per il prossimo anno, al fine di intercettare altri fondi che possano sbloccare la situazione. Da una analisi fatta, inoltre, il progetto dei laboratori urbani è stato deficitario anche in altri paesi, in quanto non si era ancora pronti ad avviare questo tipo di attività all’insegna dell’innovazione. Lo start up è stato positivo, però poi ci si è arenati.

Profilo Autore: Maya

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