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IMG 4168Nell’ambito della Festa di Libera Puglia che si svolge a Bari dal 23 al 27 gennaio,  si è tenuta questa mattina, nella meravigliosa sala consiliare della Città Metropolitana, la conferenza – lezione dal titolo “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio. Usura, sovraindebitamento e gioco d’azzardo” a cura di Massimo Melpignano, presidente dell’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari (Adusbef), con interventi dell’assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, e Loredana LoStorto, psicologa responsabile del progetto “Io non dipendo” a sostegno delle vittime di gioco d’azzardo patologico.

Il punto di partenza possiamo rintracciarlo  nelle indicazioni dell’avvocato Massimo Melpignano e cioè nella Carta Costituzionale, legge fondamentale dello Stato a cui tutte le leggi devono conformarsi. Nel poco conosciuto articolo 47 emerge come i padri costituenti, forse unico esempio nel panorama internazionale, avessero pensato a come tutelare e incoraggiare le forme di risparmio. Quello stesso risparmio messo sempre più in pericolo dalle patologie di gioco d’azzardo derivanti dalla possibilità di giocarsi tutto che lo Stato paradossalmente assicura, dalla quale si arricchisce e per colpa della quale, ancora più paradossalmente, è costretto a pagare le cure per i malati di gioco.

Il gioco d’azzardo patologico porta via soldi ma anche serenità. A dimostrarlo, alcune confessioni lette dall’assessore al Welfare Francesca Bottalico, raccolte nel corso della sua precedente attività come operatrice di periferia ma provenienti anche dagli sportelli di supporto comunali. Storie di disoccupazione, paura del futuro, assenza di punti di riferimento ma non solo: non esiste un ceto sociale privilegiato, si tratta di un problema trasversale. Marco aveva perso il lavoro e ha cercato di risalire la china tentando la fortuna. Ha perso 100mila euro in 5 anni e ha debiti per 30mila euro. Ha capito di avere bisogno di aiuto ma non ha il coraggio di chiederlo. Spesso sono i familiari a risentirne di più e sono coloro i quali, in un momento di così profonda crisi, riescono a prendere in mano la situazione e a mettere il proprio caro dinanzi alla sua condizione.

Per Marco e per tutte le vittime del GAP, il Comune di Bari ha predisposto un consultorio familiare nel quale recarsi per chiedere aiuto agli psicologi che, a seguito di un ciclo di incontri, potranno essere correttamente indirizzati verso in sostegno terapeutico di cui hanno bisogno. Perché, come ha ricordato la dottoressa Loredana Lostorto, di vera e propria malattia si tratta.

Una malattia che può avere risvolti ben peggiori quando, a fronte di grosse perdite al gioco, si arriva a abbandonarsi nelle mani degli usurai, in un rapporto pericoloso nel quale la vittima scambia l’aguzzino per il proprio salvatore. Secondo Federica Sirressi di Libera, le richieste di aiuto per usura sono in continua crescita. Ma è solo la punta dell’iceberg: l’usura è un reato civetta che aiuta a capire la reale portata delle organizzazioni mafiose che, veri gestori dei capitali, sul quel territorio hanno messo radici. Per questo  Libera, il Comune di Bari e UnionCamere hanno dato vita agli sportelli SOS Giustizia e Bari Ascolta, attivi già dal 2014. Resta comunque importante, per garantire la buona riuscita dell’intervento, non solo sostenere legalmente la vittima di usura ma soprattutto reintegrarla in un circuito di economia legale.

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

Antonio Montinaro

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