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palagianodi Nica Pettoruto, referente del Presidio di Libera Palagiano

 

Ci piace pensare che la primavera abbia tardato ad arrivare per attendere la nostra Giornata della Memoria e dell'Impegno tenutasi il 13 aprile a Palagiano. Una giornata, dopo un inverno ed un inizio di primavera abbastanza freddi, in cui il sole e un leggero venticello hanno accompagnato la memoria, perno attorno a cui tutto è ruotato per quasi dodici ore,  ricordando con noi tutti i bambini vittime innocenti delle mafie.

Si, perché la giornata che Libera organizza ogni anno per ricordare tutte le vittime di mafia e, a partire da essa, per costruire un impegno costante e duraturo, non a caso viene organizzata il primo giorno di primavera. C'è un senso, il senso della rinascita, della speranza che un giorno non debbano più esserci stragi da dover ricordare!

Un'intensa mattinata iniziata con un corteo, al termine del quale i bambini dell'I.C. "G. Rodari" hanno declamato a voce alta i nomi di tutti i bambini vittime innocenti delle mafie, e conclusasi presso la scuola dell'Infanzia "Walt Disney", dove un'aula è stata intitolata alla memoria di Domenico Petruzzelli, il piccolo di trenta mesi ammazzato poco più di un anno fa alle porte del nostro paese. Un monito ed una speranza nelle parole di Margherita Asta, che ha affidato una grande responsabilità a chi ora dovrà prendersi cura dei fratelli di Domenico, scampati per miracolo all'agguato. Parole difficili da pronunciare in una realtà complicata quale è Palagiano in questo momento, ma Margherita ha saputo cosa dire e soprattutto come dirlo.

A Mauro e Davide il compito di scoprire la targa del fratellino con su scritto "A Domenico Petruzzelli, perché il ricordo di una piccola vita così barbaramente stroncata possa contribuire a rafforzare la Coscienza Civile e Democratica ed il rifiuto di ogni forma di violenza ed illegalità", sperando che da questa frase trovino insegnamento per condurre una vita colma di sani valori.

La prima parte della giornata si è conclusa con il volo dei palloncini che i bambini hanno donato a Domenico e a tutte le vittime innocenti come lui.

"Nel ricordo dei fratellini Asta, l'impegno della scuola, delle Istituzioni e della comunità per la formazione di una coscienza civile, improntata ai valori di Legalità, Giustizia e Solidarietà" è il tema del convegno che nel pomeriggio si è tenuto presso l'auditorium dell'I.C. "G.Rodari", moderato dal dirigente scolastico Preneste Anzolin, alla presenza dei referenti di Libera Puglia, Libera Taranto e del Presidio di Palagiano, di Alessandro Tedesco, rappresentante delle vittime di mafia ioniche, e del sindaco Antonio Tarasco. Presente anche il dr. Martino Rosati, presidente dell'A.N.M. sezione di Taranto, riuscito nel difficile compito di  tenere alta l'attenzione dei ragazzi su temi importanti e complicati quali quelli legati a legalità e giustizia, cercando di convincerli a parlarne con i propri genitori. E poi Margherita Asta, esempio da seguire per aver scelto, in piena consapevolezza, di riaprire la profonda ferita della scomparsa della mamma e dei fratellini che trent'anni fa, sulla strada che da Pizzolungo conduce a Trapani, sono stati uccisi dall'esplosione di un'autobomba destinata al giudice Carlo Palermo. E infine l’ex magistrato antimafia Antonio Ingroia che lunedì si trovava nelle vicinanze per lavoro e che gentilmente ha accettato il nostro invito.

Margherita Asta e Antonio Ingroia: una storia, due racconti. Il primo, quello di Margherita, fatto dalle parole di chi è scampato miracolosamente ad un terribile destino. Il secondo, quello di Antonio Ingroia, allora Procuratore, che si è soffermato sulle ragioni che avevano reso il giudice Palermo della Procura di Trapani un bersaglio della mafia. Due storie, quelle di Margherita e Carlo, che si intrecciano e che vedono la distruzione di una famiglia da un lato e la distruzione di una carriera  e una vita colma di rimorsi dall’altro. 

 

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

Antonio Montinaro

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