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Emanuele BasileDi seguito la biografia del capitano Emanuele Basile fornitaci dal fratello Vincenzo.

Basile Emanuele, nato a Taranto il 2 luglio 1949, terzo di cinque figli, padre impiegato della M.M., frequentò la scuola elementare ‘Giusti’, al rione Tamburi di Taranto, ove risiedeva, poi la scuola media ‘V. Alfieri’, in seguito il liceo scientifico statale ‘Battaglini’ distinguendosi per scrupolosità, capacità ed impegno.

Conseguita la maturità scientifica, entrò nell’ottobre 1968 all’Accademia Militare di Modena, risultando al termine del corso, uno dei migliori e col grado di sottotenente CC frequentò la Scuola d’Applicazione dell’Arma, a Roma.

Nel settembre 1972, promosso tenente CC, fu assegnato per otto mesi al battaglione carabinieri di Forte San Giuliano di Genova e successivamente al comando della Tenenza di Sestri Levante (GE), che resse dal luglio 1973 al settembre 1976. In quel periodo contrasse matrimonio con la signorina Silvana Musanti residente a Milano ma di origine tarantina. Nel marzo 1976 nacque la piccola Barbara.

Promosso capitano fu assegnato al nucleo investigativo di Palermo, alle dipendenze del Col. Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia nell’agosto 1977 in località Ficuzza (Corleone).

In quel periodo, durante il servizio, si guadagnò un encomio solenne.

Nel settembre del 1977 fu assegnato alla Compagnia di Monreale (PA), d’importanza strategica per il controllo sulla mafia, tanto da avere a disposizione 40 automezzi ed un centinaio di uomini.

A Monreale il capitano Basile s’impegnò duramente in una indagine sulla cosca mafiosa di Altofonte (traffico internazionale di droga, riciclaggio di denaro sporco, diciassette omicidi in due anni), la stessa sulla quale indagava, al momento di venire ucciso, il capo della squadra mobile palermitana, Boris Giuliano.

Dopo l’assassinio del commissario Giuliano, il capitano Basile ebbe anche l’incarico delle indagini su questo delitto eccellente ed era giunto ad individuarne esecutori e mandanti.

Il capitano Basile morì in un agguato mafioso la notte del 4 maggio 1980, verso l’01.40, mentre rientrava in caserma dopo aver partecipato ad un ricevimento al comune di Monreale, tenutosi al termine dei solenni festeggiamenti per la festa patronale del SS. Crocifisso, alla cui processione il capitano aveva partecipato con i notabili del paese. Al momento dell’agguato il capitano portava in braccio la figlioletta Barbara, di quattro anni, che si era addormentata. Gli era accanto la moglie.

Il 6 giugno 1982 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini conferì la medaglia d’oro al valor civile alla memoria con la seguente motivazione:

Comandante di Compagnia distaccata già distintosi in precedenti, rischiose operazioni di servizio, s’impegnava, pur consapevole dei pericoli cui si esponeva, in prolungate e difficili indagini in ambiente caratterizzato da tradizionale omertà, che portavano alla individuazione ed all’arresto di numerosi e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose operanti anche a livello internazionale. Proditoriamente fatto segno a colpi di arma da fuoco in un vile agguato tesogli da tre malfattori, immolava la sua giovane esistenza ai più nobili ideali di giustizia ed assoluta dedizione al dovere. Monreale, lì 4 maggio 1980

Il 4 maggio 2010 l’Università degli Studi di Palermo ha conferito allo studente capitano Emanuele Basile la laurea in giurisprudenza ad honorem alla memoria, quale testimone autentico di assoluta fedeltà alla Repubblica e paladino degli ideali su cui si basa l’ordinamento democratico.

Il 13 giugno 2013 il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo, facendosi interprete della volontà dei monrealesi, dopo aver accolto la delibera del consiglio comunale, votata all’unanimità, ha conferito la cittadinanza onoraria alla memoria al Cap. CC Emanuele Basile. 

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

Antonio Montinaro

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