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di Marica Todaro

Con lettera protocollata il 13 ottobre scorso presso gli uffici comunali, il Presidio di Libera di Mottola e l’associazione di promozione sociale “La macina dei saperi” hanno richiesto al sindaco, all’assessore con delega alla Trasparenza e Legalità, all’assessore alle Politiche Sociali e al comandante della Polizia Municipale di Mottola se siano stati effettuati i debiti controlli sui centri scommesse presenti sul territorio comunale, con relativa verifica dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 43/2013 varata per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP). La richiesta, per la quale ovviamente attendiamo risposta, nasce in ragione della presenza di centri per le scommesse e centri di emissione dati in prossimità di luoghi sensibili, frequentati da giovani e giovanissimi. Nel solo rione S. Pietro coesistono, insieme ad una chiesa, tre istituti scolastici e una villa comunale, ben quattro centri scommessi o CED (più un quinto in fase di apertura) e anche nel rione S. Cuore è presente un centro per le scommesse a pochi passi da una chiesa e da una scuola elementare.

COSA PREVEDE LA LEGGE REGIONALE

Relativamente all’apertura e all’esercizio dell’attività, “l’autorizzazione all’esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e, inoltre, strutture ricettive per categorie protette”. L’autorizzazione sembra sia stata invece concessa per due volte dopo l’entrata in vigore della legge, nonostante non sussistessero i sopraccitati requisiti. Inoltre, “l’autorizzazione è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le autorizzazioni esistenti il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge. […] Per le autorizzazioni già esistenti il rinnovo può essere concesso a condizione che l’esercizio ottemperi a quanto prescritto dalla presente legge”. Ne deriverebbe  dunque che tutti gli esercizi in possesso di autorizzazione rilasciata prima dell’entrata in vigore della legge (cioè prima del 13 dicembre 2013) debbano adeguarsi alla norma. Detto ciò, alcune domande sorgono spontanee: i diversi centri scommesse presenti sul territorio rispettano le disposizioni di legge o le autorizzazioni sono state rilasciate dalla Questura (a fronte di licenza comunale) senza aver proceduto agli accertamenti o, peggio, le attività esercitano senza alcuna autorizzazione? Il personale impiegato negli esercizi, inoltre, deve aver seguito corsi di formazione sui rischi del gioco patologico e sulla rete di sostegno organizzati dal comune. Anche in questo caso è tutto in regola?

CONTROLLI E SANZIONI

Secondo la legge regionale, il compito di assicurare l’osservanza delle disposizioni spetta ai Comuni i quali, nei casi di rilevata inosservanza, possono applicare sanzioni amministrative pecuniarie che vanno dai 6 mila ai 10 mila euro. I proventi sarebbero poi destinati, sempre per legge, al finanziamento dei piani di zona di ambito distrettuale per la realizzazione delle finalità della legge regionale. Nel caso specifico, per esempio, si tratterebbe della promozione e del sostegno, insieme alle ASL, di attività di formazione, informazione e supporto terapeutico per i rischi connessi alla ludopatia, impegno preso anche attraverso la delibera comunale n. 97/2014 a sostegno del progetto di sportello psicologico avanzato dall’associazione “La macina dei saperi”. 

 

LO SPORTELLO DI SUPPORTO PSICOLOGICO      di Valeria Di Leo

Il gioco ha un’ importanza fondamentale per l’essere umano. Giocando il bambino impara e cresce sviluppando le sue capacità mentali e sociali. In quanto “Homo Ludens”, l’uomo rimane giovane, flessibile e capace di apprendere per tutta la vita nella misura in cui riesce a giocare.

Negli ultimi 10 anni, però, si è assistito ad un incremento notevole nel campo del gioco d’azzardo patologico, quindi ciò che in principio era qualcosa di positivo e che permetteva la socializzazione e l’apprendimento ora si sta trasformando in una vera e propria patologia. L’allarme sociale sulle problematiche legate al gioco d’azzardo riflette la diffusa percezione della crescente gravità del problema. La massiccia invasione di poker - machines, l’enorme crescita dell’offerta di possibilità legali di scommettere (lotto e superenalotto, “gratta e vinci”, scommesse sull’ippica, centri scommesse della Snai) alimenta le speranze illusorie di molti.

Secondo le stime del Dipartimento Politiche Antidroga tra il 2007 e il 2011 il volume del gioco d’azzardo in Italia ha avuto un andamento crescente: 42 miliardi nel 2007 fino a 76 miliardi nel 2011. In Italia nel 2011 si sono registrati 4.687 soggetti in trattamento per gioco d’azzardo patologico di cui 82% sono maschi e il 63% hanno tra i 40-45 anni. Negli ultimi dodici mesi gli adolescenti (che giocano maggiormente a scommesse sportive, gratta e vinci, giochi on-line, giochi di calcio, totocalcio, bingo e video poker) hanno mostrato un utilizzo di giochi nettamente superiore agli adulti, i quali sono soliti giocare maggiormente al superenalotto e gratta e vinci (www.sanità.puglia.it). Dunque, oggi il gioco riflette un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo, che compromette, nel soggetto colpito, le proprie attività personali, familiari, lavorative ed economiche.

Nella realtà mottolese il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio. Basti pensare che su un territorio di 212 Km² con una popolazione di 16.152 unità, si contano ben 6 sale scommesse con video poker e, la presenza delle suddette, in bar e tabacchi. Inoltre, vorremmo sottolineare l’importanza della legge regionale del 13 dicembre 2013 che prevede 500 m di distanza delle sale gioco da ospedali, scuole e centri di aggregazione giovanile. Ciò che nel nostro paese non viene rispettato.

Per tutte queste ragioni sottolineiamo l’importanza di un intervento precoce che miri a prevenire tali problematiche e che punti a rafforzare i fattori protettivi di preadolescenti e adolescenti attraverso la costituzione di uno sportello che miri a sensibilizzare i genitori e l’intera popolazione e che possa dare sostegno a persone che si sono già imbattute in questa problematica. Lo Sportello è uno spazio in cui un’équipe di psicologhe offrirà il giusto supporto a chi sta vivendo un momento di forte difficoltà, una realtà ancor più importante in un contesto storico di crisi e di precarietà lavorativa, in cui le persone vengono troppo spesso marginalizzate ed escluse dalle opportunità di benessere e di miglioramento della qualità della vita e tendono a rinunciare a servizi e consulenze che potrebbero aiutarli a superare situazioni che mettono a dura prova la propria resistenza personale. 

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Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

Antonio Montinaro

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