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ULTIMI AGGIORNAMENTI

7 maggio 2015

È stata emessa lo scorso 29 aprile (ma se ne ha avuta notizia solo oggi) un'altra ORDINANZA DI CESSAZIONE DI ATTIVITÀ  per un centro scommesse di Mottola a seguito di violazioni alla legge regionale 43/2013. Si tratta della terza ordinanza in un mese all'indirizzo di altrettante sale da gioco. La prima, del 3 aprile, comanda la sospensione temporanea dell'attività in attesa che l'esercente si adegui alle prescrizioni della suddetta legge regionale in materia di distanze dai luoghi sensibili come scuole, chiese e centri di aggregazione giovanile. Le ultime due, datate 13 e 29 aprile, ordinano invece la completa cessazione dell'attività poiché, oltre ad aver violato le prescrizioni sulle distanze dai luoghi sensibili previste dalla 43/2013, le due sale da gioco svolgono la propria attività "in difetto di autorizzazione e limitazioni imposte da norme di leggi statali, regionali e regolamentari". I CED - Centri Elaborazione Dati quali si qualificano le due sale da gioco sono equiparate ai centri scommesse da una sentenza della Corte di Cassazione e pertanto sono sottoposti allo stesso regime autorizzatorio. 

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13 aprile 2015

E' stata emanata in data 13 aprile una ordinanza di CESSAZIONE DI ATTIVITA' a carico di un altro centro scommesse, "in quanto condotta in difetto di autorizzazione e limitazioni imposte da norme di leggi statali, regionali e regolamentari", oltre che per l'evidente posizione dei locali ad una distanza nettamente inferiore ai 500 metri rispetto a scuole, chiese ed altri luoghi sensibili previsti dalla L. regionale 43/2013. La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito che il CED (Centro elaborazione dati), quale è l'esercizio in questo caso specifico, è assimilabile ai luoghi in cui si effettuano giochi con vincite i danaro e per questo è subordinato alla stessa normativa dei centri scommesse. 

Nell'ottobre 2014 il nostro Presidio aveva richiesto all'Amministrazione comunale e al comando della Polizia Municipale se fossero stati effettuati tutti i controlli relativi alle distanze previste dalla Legge regionale 43/2013. 

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11 aprile 2015

Seppur con notevole ritardo (dopo oltre un anno dall’entrata in vigore della legge regionale 43/2013 e dopo sei mesi dalla nostra richiesta ), cominciano ad arrivare i primi riscontri alle attività di controllo eseguite nei centri scommesse e nelle sale gioco sul territorio comunale. Come informa un comunicato tutt’altro che circostanziato del  3 aprile scorso “da una verifica effettuata (non proprio prontamente come invece scrive l’addetto stampa del Comune ndr), condotta dalla Polizia Locale e dall'Ufficio Commercio, in collaborazione con la Questura, è emerso, nei giorni scorsi, che alcuni esercenti avevano violato la legge regionale n. 43 del 2013, la quale, al fine di contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico, fissa una distanza di 500 metri dagli istituti scolastici, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi”.

Soddisfatto l’assessore con delega alla Trasparenza e Legalità, Gianni Bello: "Siamo tra i primi Comuni della regione Puglia a far rispettare le leggi sul contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico e in questo vogliamo essere d’esempio agli altri Comuni affinché si allarghi la platea di chi, insieme a noi, voglia impegnarsi su questo delicato tema”. Il comunicato non può non citare la mobilitazione del Presidio di Libera e dell’associazione la Macina dei Saperi, coloro cioè che hanno richiesto per primi riscontro sul controllo delle distanze.

Abbiamo provato a chiedere al Comando della Polizia Municipale (dopo aver ricevuto, per conoscenza, una nota scarna del Comandante dei vigili) maggiori informazioni in merito ai controlli espletati, in particolare quali fossero gli illeciti riscontrati, le eventuali sanzioni e ordinanze emesse e il numero di esercizi finora controllati. Nell’attesa possiamo già dire, come emerge dalla suddetta nota, che un primo rilevante intervento c’è stato: una ordinanza di sospensione, a firma del dirigente dell’Ufficio Commercio Magrini, a carico di una sala giochi “per il tempo occorrente a uniformarsi alle prescrizioni della Legge Regionale n. 43 del 13.12.2013, e comunque per un tempo non superiore a ottanta giorni, dell’attività di sala giochi”.

Altri presidi pugliesi di Libera ci hanno chiesto le informazioni necessarie per poter replicare la nostra esperienza. Vogliamo mettere a loro disposizione le nostre conoscenze e le nostre iniziative e per farlo abbiamo bisogno di avere quante più informazioni possibili sui controlli già effettuati. Ringraziamo l’amministrazione comunale per aver accolto, per il bene della comunità, la nostra richiesta e la invitiamo a perseverare su questa strada e a rendere rapidamente accessibili i propri atti amministrativi agli altri comuni, così da poter intraprendere lo stesso percorso. 

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

Antonio Montinaro

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