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albero9Sessantatre foglie gialle, porpora e arancio (i colori di Libera) e sopra impressi altrettanti nomi di vittime innocenti pugliesi cadute per mano mafiosa. Mottola ha finalmente il suo primo albero della memoria, un acero campestre, una specie assente in città, a volerla distinguere dalle altre. Non un sempreverde ma un albero a foglie caduche che ricordi il ciclo della vita, la morte che arricchisce il terreno e genera nuova vita, perpetuandosi nel tempo. Per ora i rami sono ricoperti solo dalle sessantatre foglie di carta, l’albero è spoglio per via del periodo. Ma a breve l’acero genererà grandi foglie, verdi come la vita e la perseveranza e che in autunno diventeranno gialle come la crescita e il mutamento. La memoria che genera  cambiamento.

albero8La piantumazione, nella villa comunale di Mottola, è avvenuta nella mattinata di sabato 23 marzo in una cerimonia commemorativa tenutasi in occasione della XVIII Giornata della memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti di mafia. A presentare l’iniziativa dal titolo LE RADICI DELLA MEMORIA, il coordinatore del presidio locale di Libera, Andrea Caramia, che ha invitato i ragazzi dell’associazione a declamare i nomi delle vittime pugliesi perché fossero scolpiti nella memoria dei presenti. ”Non uccidiamoli due volte”, ha detto Anna Addabbo del coordinamento provinciale di Libera, citando l’anafora che don Luigi Ciotti ha gridato dal palco di Firenze lo scorso 16 marzo. 

Importante l’appoggio che il preside del Liceo Einstein Pietro Rotolo, intervenuto con una delegazione di studenti, e l’amministrazione comunale, presente con numerosi esponenti di consiglio e giunta, hanno riconfermato alle iniziative di Libera, a rimarcare la trasversalità con la quale l’associazione opera sul territorio.

albero5Poi il momento solenne, quello della piantumazione dell’albero e lo scoprimento della targa commemorativa (“In memoria di Antonio Montinaro, agente della Polizia di Stato, vittima di mafia [Calimera 1962-Capaci 1992]”), sotto gli sguardi attenti dei rappresentanti della Polizia Municipale, dei Carabinieri di Mottola e soprattutto del vice questore aggiunto di Taranto Carla Durante, intervenuta a rappresentare la Polizia di Stato. Le parole conclusive sono state affidate alla sorella dell’agente, Matilde Montinaro, che commossa ha ringraziato il Presidio per l’iniziativa. “Quando al telegiornale si parlava della strage di Capaci – ha ricordato Matilde - mia madre si arrabbiava perché veniva ricordato il nome del giudice Falcone ma non quello dei ragazzi della scorta”. Di qui l’importanza, ogni inizio di primavera, di elencare uno per uno ad alta voce i nomi delle 900 vittime innocenti di mafia e non solo i nomi di quelle illustri. Ogni vittima ha una propria storia, una propria dignità e un proprio nome che non deve essere dimenticato. Non si tratta di eroi, come ha sottolineato ancora una volta Matilde, ma di “persone normali, di Cittadini con la C maiuscola, cittadini attivi e non passivi”. E noi li ricorderemo, i cittadini giusti, ogni anno con un nuovo acero. 

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

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