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QUOTIDIANO 06.11.2013

Profilo Autore: Maya

L'Autore ha pubblicato 272 articoli finora. Maggiori informazioni su l'autore saranno presto disponibili.

di Michela Ventrella

La Carovana internazionale antimafie in Francia parla pugliese. I furgoni di Libera dal 7 al 11 ottobre attraverseranno la nazione d’oltralpe da Nimes a Tolone e da Nizza a Marsiglia «Per raccontare ai cugini francesi le loro mafie e le nostre buone pratiche di antimafia sociale», dice il brindisino Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della Carovana e responsabile nazionale Arci per la legalità democratica.

IL FILM - Per raccontare l’evoluzione in positivo del movimento antimafia è stato scelto il corto «A29», prodotto dall’Arci, frutto di un’operazione tutta pugliese: A29, vincitore del premio Antonio Montinaro 2012, è stato scritto dai tarantini Marica Todaro e Violeta Torres e girato dai baresi Daniela Baldasarre e Vincenzo Ardito. Tradotto per l’occasione in francese, il corto narra la storia di un bambino che – involontario testimone della strage di Capaci – sceglie di diventare magistrato.

LA MOSTRA - Sulla Carovana, allestita e promossa dall’Arci, Libera e Avviso pubblico, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, sarà esposto anche il fumetto del tarantino Gian Marco De Francisco all’interno della mostra «Se sai contare inizia a camminare». L’antimafia sarà rappresentata anche nella militanza volontaria del carovaniere brindisino Davide De Marco, che, come avevano fatto prima di lui altri pugliesi, guiderà per centinaia di chilometri per dar voce e corpo alle buone pratiche di giustizia sociale.

Qui il link

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di Alessandro Cobianchi, Coordinatore della Carovana Internazionale Animafie
Il lungo viaggio della Carovana Internazionale Antimafie 2013 giunge alla sua conclusione. 
La partenza da Tunisi il 30 marzo di quest'anno sembra ancor più lontana se si pensa ai cambiamenti repentini che hanno attraversato il tempo di questo percorso.
La sanguinosa guerra in Siria, le rivolte in Turchia e in Egitto hanno offuscato le belle immagini del Social Forum Mondiale, insegnandoci ancora una volta quanto sia duro il cammino verso la pace e la democrazia.
In Italia invece, dove sembra che ogni volta debba cambiare tutto per non cambiare niente, ci ritroviamo
con governi traballanti, i ventennali problemi di una fazione incapace di adeguarsi alla Costituzione, le riforme - quelle vere - sempre lontane.
La giustizia è una delle coperte troppo corte nel dibattito politico, a beneficio delle nuove mafie, quelle più invisibili, più ricche e camaleontiche, come hanno ben raccontato i numeri sciorinati nelle oltre 65 tappe italiane. Si pensi alla riforma della legge contro la corruzione, arenatasi per le inspiegabili contraddizioni di questa nostra epoca.
La Carovana sarà in Francia dal 7 al 11 ottobre, da Nimes a Tolone, da Nizza a Marsiglia. 
Quella stessa Marsiglia che vive la sua travagliata stagione di Capitale della cultura, quasi un'occasione mancata per il riscatto di una città afflitta da decine di omicidi, conseguenza della guerra per il controllo dello spaccio degli stupefacenti. Racconteremo ai francesi le loro mafie e le nostre buone pratiche antimafia.
Senza retorica, evitando quella folklorizzazione delle mafie che spesso rallenta la nostra azione e che, come Narciso, ci paralizza nel nostro compiacimento. È un percorso che con la Ligue dell'Enseignement, nostro partner transalpino, abbiamo concentrato in due parole: educazione popolare. Proprio Marsiglia ci insegna che non basta essere Capitale della cultura e produrre centinaia di eventi se non si riesce a saldare la cultura stessa con le ansie di migliaia di persone che vivono in situazioni di emarginazione e di degrado. La crisi economica si inserisce, in gran parte dell'Occidente, in una crisi di sistema di cui si nutrono le organizzazioni criminali del Pianeta.
Certo racconteremo i buoni esempi: pensiamo alla mostra sulle graphic novel antimafia ed al film (tradotto in francese) A29 dove si narra la storia di un bambino che - involontario testimone della strage di Capaci - sceglie di diventare magistrato. Probabilmente non basterà per conquistare una parte di popolazione abbrutita dalla miseria e irretita dalle mafie e nemmeno un'altra parte attratta dalle sconfinate ricchezze che sono rappresentate dalle economie mafiose.
Per fortuna la Carovana è parte di un viaggio e patrimonio di un campo di forze consapevole che la legalità è uno strumento per ottenere un obiettivo: la giustizia sociale.
Per questo siamo ancora in viaggio, in Francia, per saldare le forze di questo schieramento, per studiare nuovi linguaggi, per attrarre con un'idea. I diritti migliorano la qualità delle nostre vite, ad ogni latitudine.
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